kincob

"Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole"

il presentatore

Blogger: kincob

lego rapsody



di bocca in bocca, di voce in voce

a word is dead when it is said some say. i say it just begins to live that day (emily dickinson)

il cavaliere dell'eterna gioventú seguí, verso la cinquantina, la legge che batteva nel suo cuore. partí un bel mattino di luglio per conquistare, il bello, il vero, il giusto. davanti a lui c'era il mondo con i suoi giganti assurdi e abbietti sotto di lui ronzinante triste ed eroico. lo so, quando si è presi da questa passione e il cuore ha un peso rispettabile non c'è niente da fare, don chisciotte, niente da fare, è necessario battersi contro i mulini a vento. hai ragione tu, dulcinea è la donna più bella del mondo, certo bisognava gridarlo in faccia ai bottegai, certo dovevano buttartisi addosso e coprirti di botte ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati, tu continuerai a vivere come una fiamma nel tuo pesante guscio di ferro e dulcinea sarà ogni giorno più bella (nazim hikmet)

la vita dovrebbe essere vissuta al contrario. tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e cosí il trauma è già bello che superato. quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. poi ti dimettono perchè stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. lavori quarant'anni finchè non sei cosí giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. e alla fine abbandoni questo mondo in un meraviglioso amplesso (woody allen)




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c'è posto, c'è posto

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guardino, siore e siori

Dal 23/04/07 ad oggi

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Se non diversamente specificato, i testi riportati in questo blog sono frutto dei quattro neuroni che frullano in testa di tanto in tanto a kincob.

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mercoledì, 15 agosto 2007

agosto

è interessante notare come la migrazione delle anatre presenti alcune analogie con i flussi migratori umani durante il periodo vacanzifero.

ad esempio.
quando è tempo di partire, le anatre si radunano con i propri simili per poter viaggiare a stormi.
anche gli uomini hanno la tendenza a radunarsi in gruppi compatti di viaggio, benché non lo cerchino appositamente: è il fenomeno delle partenze intelligenti, per cui ognuno, intelligentemente, tende a partire ad orari improbi per evitare il traffico e poi succede che, intelligentemente, ci si ritrovi tutti intasati 50 km più in là. (prima lezione: contrariamente al senso comune, l'uomo è un parente più stretto del pollo di quanto non possa sembrare l'anatra)

poi.
le anatre si affidano ad un capostormo che le guidi verso i paesi caldi. durante il tragitto si accodano una all'altra per superare il problema delle correnti d'alta quota e viaggiare più veloci.
gli uomini si affidano per lo più ai gprs che disegnano per loro traiettorie sempre uguali. quando si trovano in coda, bestemmiano allegramente. per fortuna, la selezione naturale ha provvisto l'uomo del dono dell'intelligenza, per cui, intelligentemente, gli uomini cercano vie alternative e poco battute. Risultato: la coda si sposta, non si elimina. (seconda lezione: mai accettare regali da nature sconosciute)

infine.
gli uomini, una volta arrivati al loro luogo di villeggiatura, tendono a passare la maggior parte del proprio tempo immobili al sole, al preciso scopo di rosolarsi e arrostirsi per bene. il fatto che di frequente adoperino appositi oli è indicativo della profondità delle loro intenzioni.
anche le anatre finiscono spesso arrosto, ma per cause per lo più indipendenti dalla propria volontà. (terza lezione: l'uomo discende veramente dal pollo e ne conserva ancora certe caratteristiche salienti, checché se ne dica)


vabbè, consoliamoci.
musica, maestro, musica di stagione.



video: sylvain vincendeau, paroles en l'air
canzone: perturbazione, agosto

postato da: kincob alle ore 21:02 | link | commenti
categorie: canzoni, diario personale, animazioni
venerdì, 13 luglio 2007

il modo più geniale


passare i prossimi 3'36'' con loro.
tempo ben speso, credete a me.

AVVERTENZE: maneggiare con cautela. possono portare a dipendenza musicale e vertigini poetiche. tenere alla portata di tutti i bambini di tutte le età. l'abuso non è dannoso, anzi consigliato. lo spaccio non è punibile a norma di legge.

(che ci fate ancora qui...?!?!)


cappello a cilindro, il modo più geniale

postato da: kincob alle ore 12:59 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, animazioni
martedì, 03 luglio 2007

chissà (¿qui sas?)

con sentimiento y mucho gusto.
siempre.

(permette, signorina, questo ballo? casquè solo su improvvisazione. e forse anche tutto il resto.)



postato da: kincob alle ore 18:14 | link | commenti (2)
categorie: canzoni
mercoledì, 06 giugno 2007

La canzone dei dodici mesi - Giugno

Giugno, che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io...
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all' uomo il pane, alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...


 

junespiga


(parole, opere e omissioni di Guccini, Francesco)



Foto di Rachel Cartwright



Altre puntate:

Maggio


postato da: kincob alle ore 10:55 | link | commenti (3)
categorie: musica, canzoni, diario personale, cantautori
mercoledì, 30 maggio 2007

inno anarchicociclista

(alessio lega è un cantautore. di quelli che usano la penna con la punta rivolta non solo verso la carta. di quelli che tirano fuori note da una chitarra non solo tanto per cantà. poi, uno può essere d'accordo o no.
a me piace, così ruvido.)

velocipede
Ode del moto perpetuo

Io canto l’equilibrio del moto perpetuo, io canto la vita che si muove silente, io sussurro nell’aria in cui circolo e nuoto, io mi avvito per strade, seguo tutta la gente. E fra tutta la gente porto il genio fecondo dell’ingegneria che sconfigge la fretta, senza strepito o fumi che inquinino il mondo. Lode eterna, signori, per la mia bicicletta. Lode eterna al pedale, al manubrio, alla ruota, al fanale di dietro, alla dinamo avanti, al campanellino, alla sua unica nota, alla voce argentina che vi squilla l’attenti. State attenti che questo è il vero progresso ed è il nesso che lega una tecnologia che senza ridurre il mondo ad un cesso ti moltiplica la tua stessa energia.

“La rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta”. Suola e pedale, questo è il vero ideale. Senza fretta – compagno – boicotta il motore, senza fare rumore calpesta il potere, occhio al ginocchio, è lo stinco che stendo. La rivoluzione sta già pedalando!

Il vibrante mormorio della ruota dentata, dente a dente si insinua, dente a dente incatena la catena trattiene l’energia liberata e la libra veloce, precisa e serena. E la bicicletta – metaforicamente – simboleggia una vita che non sia foglia al vento ma passione e pensiero, sia corpo e sia mente in cui si resta in piedi finché c’è movimento. Circolare a tutti i movimentisti, lettera aperta a chi vive lottando: ciclicamente, internazionalisti unitevi in ogni parte del mondo! Non avrete da perder le vostre catene ma da stenderle fra le due ruote in tensione. Libertari, anarco-ciclisti conviene arrivarci a pedali alla rivoluzione!

“La rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta!”. La salita ora è pesa, verrà la discesa! Senza fretta – compagno – boicotta il motore, senza fare rumore calpesta il potere, occhio al ginocchio, è lo stinco che stendo, la rivoluzione sta già pedalando!


Foto dal libretto di Resistenza e amore

postato da: kincob alle ore 16:48 | link | commenti (2)
categorie: musica, canzoni, cantautori
martedì, 08 maggio 2007

conta (che ti passa)

Il titolo originale è "Il palazzo di Babele", alla voce e ai suoni non un gruppo di matematici fumati, ma i Gang - che han fatto anche e soprattutto roba molto più seria, tipo combat folk... Ma stasera è così, è tempo di numeri: li dò.

E soprattutto, nessuna garanzia che siano proprio quelli vincenti.

girotondo


Nel paese degli uomini piccoli c’è un palazzo di nome Babele: per un giorno o due ci abitammo e dall’uno sussù fino al dieci imparammo a contare cantando...

UNZE DUNZE TRENZE QUARA QUARENZE MERA MERENZE RISSE RASSE DIECI!!
UNZE DUNZE TRENZE QUARA QUARENZE MERA MERENZE RISSE RASSE DIECI!!
UNZE DUNZE TRENZE QUARA QUARENZE MERA MERENZE RISSE RASSE DIECI!!

Uno zingaro esquimese nel cassetto aveva un prato, due toreri magrebini un po’ d’erba gli hanno fumato. Tre fachiri campesini saltano sul pavimento con quattro frati indiani son tutti fuori da far spavento.

Gira gira e fai la ruota, gira e gira e fai la festa che a forza di ruotare ti girerà un po’ la testa.

Cinque rasta di Treviso fanno insieme un‘orchestra, sei vatussi di Ragusa lanciano fiori dalla finestra. Sette bonzi portoghesi han bevuto l’acquaragia, otto indù giapponesi cantano forte la cucaracha.

Gira gira e fai la ruota, gira e gira e fai la festa che a forza di ruotare ti girerà un po’ la testa.

Nove piani e ancora uno di canzoni balli e vino, dieci piani sotto il cielo che grande festa che bel casino.

Gira gira e fai la ruota, gira e gira e fai la festa che a forza di ruotare ti girerà un po’ la testa.
Gira gira e fai la ruota, gira gira girotondo che a forza di girare faremo insieme un altro mondo.


postato da: kincob alle ore 18:04 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, numeri, filastrocche