il rubinetto dispensatore ha la manopola voltata, spostata, tarata per attingere ad acque effervescenti e numeriche, di temperatura ben definita: o molto calda o molto fredda, chè ora non è tempo di continuare ad insistere sulla consistenza morbida del tiepidume.
che, in fondo, è come dire: c'era una volta una musa. oppure: c'era una volta il tempo. c'erano, infatti, ma han tirato fuori quelle due valigie che si tengono sempre a portata per qualche occasione. e un biglietto scritto con calligrafia senza ombra di fretta alcuna: un giorno, forse. e ancora: ps, la cena è nel forno. che uno ci può andare avanti due, tre giorni al massimo, e poi tocca inventarsi cucinieri.
insomma, è il tempo dell'intervallo, del tè caldo negli spogliatoi, delle tattiche da rifinire, di qualche cambio da decidere di fare e poi, forse, fare. rifiatare, sciogliere i muscoli, recuperare. e se proprio avanza tempo, fare cose interessanti: tipo guardarsi questo. che, lo so, non c'entra nulla con tutto il resto, ma è così che va e ci piace tanto che vada così
brian despain, the exchange