"Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole"
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il primo fattore è la sorpresa. colpire chi ha la guardia abbassata, un giorno che non ti aspetti, in un luogo qualunque, con la modalità piú consona al tuo scopo finale, senza attendere particolari occasioni. piú sei sorprendente e piú possibilità hai di raggiungere le tue vittime, ignare ed incoscienti di essere le tue vittime. lo capiranno, oh se lo capiranno: ma solo dopo, in ritardo. peggio per loro, meglio per te. d’altronde, pubblicizzare apertamente le tue intenzioni è il modo migliore per far saltare i tuoi piani. quindi, agisci nell’ombra e silenzio. e beata l’ignoranza (altrui, ovvio).
il secondo fattore è la rapidità di esecuzione. veloce il tuo braccio, veloce il tuo pensiero. una molla, un morso di serpente, un ghepardo in una gara di velocità. per tartarughe. ubriache. non dare scampo, non dare tempo modo e possibilità di reazione: c’é sempre il rischio che tu fallisca, se concedi alle tue vittime una chance. e pazienza se qualcuno può pensare che così è poco sportivo: d’altra parte, mica rappresenti un’associazione di pie dame della carità.
il quarto fattore è quello di guardarsi intorno solo a cose fatte. solo a cose fatte, ripeto. per ammirare la tua opera d’arte, ovvio. ora che è tutto finito, puoi concederti persino il lusso di respirare. e di guardare il risultato del tuo piccolo raptus di follia. ed è così che li puoi vedere: tutti ai tuoi piedi, esanimi, sparpagliati, troncati, rasi al suolo. tanti piccoli cadaverini che ti contornano ammutoliti e immobili. molti nemici, molto onore, augh! e quel che è fatto, è finalmente compiuto. perché diciamoci la verità: ogni tanto farlo fa anche bene!
…
ebbene sì, amici miei, lo confesso: ho ucciso molto, sabato pomeriggio. mi auguro solo che non sia previsto l’ergastolo, per essermi tagliato la barba

foto di rodney smith