a word is dead when it is said some say. i say it just begins to live that day (emily dickinson)
il cavaliere dell'eterna gioventú seguí, verso la cinquantina, la legge che batteva nel suo cuore. partí un bel mattino di luglio per conquistare, il bello, il vero, il giusto. davanti a lui c'era il mondo con i suoi giganti assurdi e abbietti sotto di lui ronzinante triste ed eroico. lo so, quando si è presi da questa passione e il cuore ha un peso rispettabile non c'è niente da fare, don chisciotte, niente da fare, è necessario battersi contro i mulini a vento. hai ragione tu, dulcinea è la donna più bella del mondo, certo bisognava gridarlo in faccia ai bottegai, certo dovevano buttartisi addosso e coprirti di botte ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati, tu continuerai a vivere come una fiamma nel tuo pesante guscio di ferro e dulcinea sarà ogni giorno più bella (nazim hikmet)
la vita dovrebbe essere vissuta al contrario. tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e cosí il trauma è già bello che superato. quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. poi ti dimettono perchè stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. lavori quarant'anni finchè non sei cosí giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. e alla fine abbandoni questo mondo in un meraviglioso amplesso (woody allen)
luigi tenco (27 gennaio 1967)
piero ciampi (19 gennaio 1980)
ivan graziani (01 gennaio 1997)
fabrizio de' andrè (11 gennaio 1999)
giorgio gaber (01 gennaio 2003)
brutta cosa, gennaio, se di mestiere fai il cantautore...
(per la cronaca, fred buscaglione mancò di pochi giorni l'appuntamento di gennaio: era già il 3 febbraio 1960 quando il suo spartito si interruppe improvvisamente contro un camion. rino gaetano, invece, la prese molto più alla larga: 2 giugno 1981)
(giusto per completezza, specialmente in gennaio è anche il titolo di una canzone di massimo bubola. non so se sia stata composta per una di queste circostanze. quel che è certo, è che rimane comunque una bella canzone. cosa che di questi tempi è da leccarsi i baffi delle orecchie...)
a volte succede: che uno si presenti da un qualche dottore, che questi visiti più o meno scrupolosamente il proprio paziente, che uno scarabocchio incomprensibile indichi una medicina o una cura da seguire alla lettera (la calligrafia è nemica delle prescrizioni mediche...), che congedandosi, il dottore vi dica: abbia cura di lei.
a sophie calle è successo invece così: di scaricare un giorno la posta, di trovarci una mail del moroso, di aprirla e di leggerla, di capire che quella che poteva essere una lettera d'amore era invece, tout court, una lettera di fine di un amore. che terminava con le parole, abbi cura di te.
ora, sophie è un'artista e si è presa cura di sè da artista. in primis, lasciando perdere dottori di cuori, meccanici di cuori, restauratori e imbalsamatori di cuori, amanti dei puzzle di cuori, mosaicisti di cuori e parassiti cardiovascolari più o meno vari ed eventuali. in secundis, scrivendoci sopra un libro. dove prima viviseziona, sminuzza, frulla e disinnesca la lettera per renderla innocua (un po' come con i lividi: a forza di pigiarseli si diventa insensibili) e poi si fa aiutare da altre 107 donne. che rispondono rielaborando la lettera a seconda del proprio campo di lavoro.
epilogo del poeta: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior