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"Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole"

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mercoledì, 14 maggio 2008

pensavo fosse amore e invece era un carro attrezzi


trama:

lui sta con lei, lei sta con lui. ma forse lei starebbe bene anche con un altro o con un'altra o con un gruppo intero, fino ad un massimo di cinque persone contemporaneamente, chè di più sarebbe di difficile gestione. una storia come tante, insomma.
lui lavora tutto il giorno. lei cerca qualcuno che la sappia guidare sapientemente per le strade della vita.
lui a volte è troppo freddo e distaccato, quasi distratto quando sta con lei. lei pensa di essere la sua ruota di scorta e più volte l'ha vista con un'altra, che abita pure nel suo stesso palazzo... una storia che, tra alti e bassi, fatica ad ingranare e sempre alla ricerca di quella marcia in più che possa davvero fare la differenza.
lui sta con lei, a volte anche su di lei. ma non chiamatelo amore, solo necessità: la prende quando le serve, non la tocca altrimenti. una storia come tante, insomma.

un giorno che pareva esattamente identico a tutti gli altri precedenti, lui, come al solito, va al lavoro, non la saluta e non le dice nemmeno ci vediamo stasera. lei tace e come, si suppone, acconsente. ma alla sera, di ritorno dall'ufficio, lui non la trova più! panico, disperazione: soltanto allora si accorge di quanto le era indispensabile... dei passanti, vedendolo in quello stato, gli raccontano che l'avevano portata via nel pomeriggio; lei si era fatta condurre via resistendo solo un po' e senza dire una parola. rapita!
in quattro e quattr'otto lui mette su un riscatto e aspetta la telefonata dei rapitori, che non tarda ad arrivare, il mattino seguente. le indicazioni parlavano chiaro: biglietti di piccolo taglio, 120 palanche, da depositare in prossimità di un ufficio comunale (perchè si sa che le cose fatte alla luce del sole riescono meglio di quelle nascoste nell'ombra). poi, e solo poi, si sarebbero incontrati in una vecchia rimessa fuori città per la consegna della prigioniera. niente polizia, niente carabinieri, niente marines e soprattutto, niente vigili...

l'incontro non è effettivamente un granchè, come scena finale di un film: i rapitori non ci sono già più, probabilmente a congratularsi l'uno con l'altro per il colpo riuscito e a far baldoria in qualche bar; lei è da sola, in un angolo e incapace di muoversi autonomamente. lui non le corre incontro, non l'abbraccia e non la bacia. semplicemente se la prende e se la porta via, riflettendo amaramente su chi c'avesse mai guadagnato da tutta questa storia. i rapitori senza dubbio; lui, in fondo anche, perchè al momento era l'unica disponibile e gli sarebbe pure scocciato cercarsene un'altra; lei non si sa.
fine.
personaggi principali:

lui: io;
lei: la mia macchina;
il rapitore: il carro attrezzi...
 
morteporbananas

foto di daniela edburg, morte causa banane

postato da: kincob alle ore 23:32 | link | commenti (3)
categorie: parole a caso, disavventure, carro attrezzi
martedì, 13 maggio 2008

storia (non mia) della chitarra giramondo

dice:

tequila o kerosene, ormai, fa poca differenza e guardo 'sta chitarra sul muro della mia stanza: l' ho portata in tutto il mondo, l'ho grattata come una crosta, sottopelle abbiamo tutte le strade come i colpi di una frusta.
una donna in valtellina che parlava a tutti i santi, mi ha detto che tutte le piante si ricordano dei suoi pianti e che c'è un legno per la croce e un legno per la porta: per il legno di una chitarra, la sua pianta non
è mai morta.
mi ha anche detto che la chitarra ha viaggiato sopra una barca e che forse l'ha suonata anche un certo garcia lorca;
è finita su in irlanda da un ubriacone del connemara, l'han suonata anche in camargue per la festa di santa sara.
quando l'ho incontrata io, era in mano ad un jazzista, un gitano con i baffi ed un problema alla sinistra: ma una notte gliel'han rubata, forse era troppo bella... l'han trovata in algeria con dentro un foro di pistola.
l'ho curata, l'ho guarita, e poi suonava più allegra: dove prima c'era il buco gli ho intarsiato una rosa nera. l'ho suonata su una nave quando la gente cambiava terra; l'ho usata come una spada per tagliare il collo alla guerra.
un ragazzo del minnesota, appena scappato di casa, un giorno m'ha chiesto se potevo prestargliela e ci ha fatto una canzone sopra un treno pieno di gente, con dentro una risposta che soffia ancora nel vento.
ogni corda le diceva quel che il tempo portava via, ogni manico di chitarra, in fondo, pare una ferrovia. la distanza muove ciò che il cuore aspetta e siam capaci di cambiare nota senza mai cambiare faccia.
ho cantato canzoni di luna sopra i sassi della sardegna, ho cantato canzoni fantasma davanti alle croci di bretagna; ho suonato per chi beveva senza mai dimenticare, ho suonato per chi se ne andava e per chi tornava a casa.
e hai suonato, rosanera, per far il solletico a 'sto mondo, fuori dai cessi e dalle chiese, per il sacrista e il vagabondo. abbiam deciso si suonare senza pesare le persone: solo chi spara a una chitarra, non ha diritto ad una canzone.

dice più o meno così, che io il laghèe mica lo conosco...
però, lo canta meglio qui


orangecurtain

foto di von sumner, the orange curtain (non so chi sia il tipo che si affaccia, di sicuro non è davide van de sfroos che controlla la sua canzone...)

postato da: kincob alle ore 12:47 | link | commenti
categorie: chitarra, davide van de sfroos, rosanera
martedì, 06 maggio 2008

fragola contro fragola


fa gola, la fragola, fra gola e gola: fa gola il succo, la polpa e il mordicchiarne leggero leggero tutt'intorno la fogliolina verde.

noi, da conclamati buongustai, siamo per la sua coltivazione intensiva
e ci piace pensare che, in fondo, l'infinito, lo si raggiunge anche contandole una a una nelle proprie mani...


guybourdin

la foto è di guy bourdin, il tizio appeso non lo so

venerdì, 02 maggio 2008

eri piccola

così

azzedine

jean paul goude, azzedine alaia

postato da: kincob alle ore 22:24 | link | commenti (2)
categorie: eri piccola, jean paul goude
venerdì, 25 aprile 2008

...

giura di dire la verità tutta la verità nient'altro che la verità, dica lo giuro...

sì, lo voglio


ha sentito?

...

non c'è una domanda più facile...?

lascia o raddoppia?

oggi raddoppiamo

amen.

anche a te.



victor trusch, late for the reception
bob dylan e tracy chapman, wedding song (un titolo per due canzoni, in tempi di alta inflazione, è pur sempre un gran risparmio. ah, mancano i video, che così ognuno s'immagini per conto proprio i volti e i vestiti che più gli aggradano. poi, ognuno si veda  anche nella posizione più congeniale. oggi la mia è all'estrema sinistra. e per una volta non l'ho necessariamente buttata sulla politica...)

giovedì, 03 aprile 2008

camera (21) con vista

quando penso ad un fotografo, mi viene in mente un anaimale a tre occhi: con i primi due immagina, con l'altro ricorda.
perché, in fondo, il fotografo é una persona molto generosa: non ho mai visto nessun'altro impacchettarmi una fetta di tempo e prestarmi la propria prospettiva per tutto il tempo che voglio.

ps: se fossi a roma, il 5 aprile, andrei qui: l'albero degli sguardi pare abbia prodotto frutti succosi.





melania comoretto (il titolo non lo so)

postato da: kincob alle ore 09:18 | link | commenti (4)
categorie: fotografia, mostre, camera 21, melania comoretto
martedì, 01 aprile 2008

le soffitte riservano sempre delle sorprese (le cantine pure)

ho rovistato nel ciarpame sedimentato della scrivania bianca e mi sono sentito un po' come quei subacquei inquisitori che dragano i fondali marini più profondi con lampade da stadio alla ricerca di pesci sconosciuti o dimenticati: lo scocciatore molesto che se facciamo finta di non essere in casa magari si stanca e se ne va via presto...
ne sono emerso con in mano un cd. la ragazza mi osserva con occhi neri sgranati, un po' stupita, un po' irritata per la dimenticanza; e una massa di capelli ricci che uno capisce facilmente cosa vuol dire contare l'infinito.
però, mi ricordo benissimo che avevo deciso di acquistarlo (anche) perchè ho visto questo. anche se mi sono veramente deciso quando ho trovato quest'altro.
(che poi come sia finito in un angolo del dimenticatoio è uno di quei misteri che la fisica moderna cerca ancora adesso di spiegare...)

ah, pare che il nebbiolo del '74 conservi ancora un buon sapore. lo avessi visto prima...





robert wasinger, da ohne zuordnung

postato da: kincob alle ore 14:13 | link | commenti
categorie: musica, sorprese, st vincent, robert wasinger
venerdì, 28 marzo 2008

della traballante lucidità

... che quando se ne entra, non se ne escher più...

nickkoudis

goo-shun wang & nick koudis, animazione e foto.
cornelius escher, per la citazione nel video...

postato da: kincob alle ore 13:55 | link | commenti
categorie: animazioni, escher, nick koudis, hallucii, goo-shun wang
martedì, 25 marzo 2008

scelta multipla

toglietemi tutto:

1. ... e poi ridatemelo;
2. ... ma non il mio braille;
3. ... ma non il mio brel;
4. ... poi togliti tutto anche tu e che ci si diverta tutti e due.


toledano

foto di mr. toledano

postato da: kincob alle ore 16:18 | link | commenti (2)
categorie: brel, scelta multipla, mr toledano
giovedì, 20 marzo 2008

sui massimi sistemi dei coccodrilli


le discipline matematiche hanno riscontri pratici di notevole interesse. d'altronde, le origini stesse della matematica, e ancor di più della geometria, affondano le proprie radici nell'elementare risoluzione di problemi tangibili e quotidiani. pertanto: l'astrattezza, la presunta aridità dei procedimenti matematici e un certo distacco tra la realtà sensoriale e quella numerica, che potrebbe persino portare a dubitare dell'effettiva utilità di tale scienza, sono critiche assolutamente inopportune e fuorvianti per tutte quelle menti
degli uomini d'oggi così urgentemente bisognose di conoscenza.

prendiamo, a titolo d'esempio, un quesito fondamentale: i coccodrilli sono più lunghi che larghi, o più larghi che lunghi, o addirittura tanto larghi quanto lunghi?
a tale proposito, si dimostra in questa sede il seguente

teorema: il coccodrillo è più lungo che largo

la dimostrazione si fonda sull'osservazione, a debita distanza, dei soggetti in questione e su due importanti lemmi.

lemma 1: il coccodrillo è più lungo che verde.

guardiamo il coccodrillo: è lungo da cima a fondo ma è verde solo in cima. ne consegue che il coccodrillo è più lungo che verde.

lemma 2: il coccodrillo è più verde che largo.

guardiamo il coccodrillo: è verde lungo tutta la sua lunghezza e anche lungo tutta la sua larghezza. però è largo solo lungo la sua larghezza. perciò il coccodrillo è più verde che largo.

così, dai lemmi 1 e 2 e ricordando la proprietà transitiva della relazione d'ordine, si può banalmente dedurre che il coccodrillo è più lungo che largo, c.v.d.



ps: chi non fosse convinto della validità del lemma 1, è pregato di andare a controllare di persona. si accetteranno solo quei reclami suffragati da prove più che concrete. coloro che non ritorneranno indietro saranno ricordati ad aetrnum negli annali degli sfortunati sperimentatori matematici...

ps numero 2: dal ps precedente è facilmente intuibile quale problema pratico sottese alla dimostrazione del teorema: la drastica diminuzione della popolazione mondiale di tutti quegli scienziati che pretesero di risolvere il problema per via sperimentale.. in pratica, un teorema sta alla comunità scientifica come il wwf ai panda...

roger_olmos_pecera

roger olmos, la pecera

postato da: kincob alle ore 14:56 | link | commenti (2)
categorie: matematica, coccodrilli, dimostrazioni, roger olmos